Il pomodoro europeo è uno dei pilastri della sicurezza alimentare dell’Unione Europea. Rappresenta un modello produttivo basato su rigorosi controlli sanitari, tracciabilità completa, rispetto dell’ambiente e condizioni di lavoro dignitose.
Tuttavia, questo modello è minacciato da una concorrenza sleale e strutturalmente squilibrata rispetto alle importazioni massicce da Paesi come il Marocco. Questi prodotti competono con costi del lavoro molto inferiori e utilizzano sostanze chimiche vietate nell’Unione Europea, penalizzando la produzione locale.
A ciò si aggiunge il problema degli accordi commerciali che consentono un’etichettatura poco trasparente, ingannando il consumatore sulla reale origine geografica degli alimenti e distorcendo il mercato.
Grazie per la tua partecipazione alla protezione del pomodoro europeo.
Bruxelles tende ad ascoltare le grandi lobby, ma reagisce solo quando i cittadini si fanno sentire.
IL MANIFESTO IN 5 PUNTI CHIAVE
Il pomodoro europeo è un pilastro fondamentale della nostra sicurezza alimentare; la concorrenza sleale dei Paesi terzi e gli accordi commerciali poco trasparenti minacciano gravemente la sopravvivenza del settore. Esigiamo regole eque, trasparenza per il consumatore e parità di trattamento.
Il modo migliore per sostenere questa causa e proteggere il nostro modello agricolo è semplice: informati e agisci. Ti invitiamo a leggere attentamente i punti di questo manifesto e ad aggiungere la tua voce firmando la nostra proposta per chiedere regole eque per tutti.
Garantire la sicurezza alimentare è fondamentale perché è l’unico modo per assicurare che i consumatori ricevano alimenti sicuri, sostenibili e con una tracciabilità completa.
Il modello sostenibile europeo investe costantemente in R&S, controllo biologico ed efficienza idrica per offrire alimenti sicuri, a residuo zero e adattati al cambiamento climatico, mentre il Marocco non rispetta gli stessi standard.
Basata sulla disparità dei costi del lavoro (circa 10 €/ora in Europa contro 0,98 €/ora in Marocco) e sull’uso nel Paese vicino di prodotti fitosanitari vietati nell’UE, ha provocato un aumento del 71% delle importazioni dal 2012, penalizzando il produttore locale.
Per proteggere il pomodoro europeo è necessario rivedere l’Accordo UE-Marocco, chiedendo reciprocità normativa, un’etichettatura dell’origine chiara e senza inganni, controlli alle frontiere rafforzati con clausole di salvaguardia automatiche e il riconoscimento del settore come strategico.
Si esige un’etichettatura chiara per evitare che l’opacità dei prodotti del Sahara Occidentale, camuffati sotto denominazioni marocchine, inganni il consumatore europeo. Questa mancanza di trasparenza ignora le sentenze giudiziarie che annullano tali accordi e confonde la reale origine degli alimenti, ignorando che la popolazione sahrawi e il suo territorio non sono marocchini.
Grazie per la tua partecipazione alla protezione del pomodoro europeo.
Bruxelles tende ad ascoltare le grandi lobby, ma reagisce solo quando i cittadini si fanno sentire.
Questa iniziativa è promossa congiuntamente dai produttori di pomodoro dell’Unione Europea, riunendo agricoltori di Paesi con una lunga tradizione agricola come Spagna, Francia, Italia, Portogallo e Polonia. Sono loro che, in rappresentanza di tutto il settore, fanno sentire la propria voce in questo manifesto per difendere la sovranità alimentare europea.
Nell’ambito della fiera di Berlino, oggi, 5 febbraio, alle ore 11, viene presentata l’iniziativa We 'Tomato' Europe, “Non tradire il pomodoro dell’UE”, promossa da FEPEX con l’obiettivo di difendere la produzione comunitaria di pomodoro e di richiamare l’attenzione sulla situazione critica che il settore sta affrontando a causa della crescente concorrenza dei Paesi terzi, dovuta in gran parte alla mancanza di reciprocità negli accordi commerciali.
Nell’ambito della fiera di Berlino, oggi, 5 febbraio, alle ore 11, viene presentata l’iniziativa We 'Tomato' Europe, “Non tradire il pomodoro dell’UE”, promossa da FEPEX con l’obiettivo di difendere la produzione comunitaria di pomodoro e di richiamare l’attenzione sulla situazione critica che il settore sta affrontando a causa della crescente concorrenza dei Paesi terzi, dovuta in gran parte alla mancanza di reciprocità negli accordi commerciali.
Nell’ambito della fiera di Berlino, oggi, 5 febbraio, alle ore 11, viene presentata l’iniziativa We 'Tomato' Europe, “Non tradire il pomodoro dell’UE”, promossa da FEPEX con l’obiettivo di difendere la produzione comunitaria di pomodoro e di richiamare l’attenzione sulla situazione critica che il settore sta affrontando a causa della crescente concorrenza dei Paesi terzi, dovuta in gran parte alla mancanza di reciprocità negli accordi commerciali.